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Il nuovo ministro dell'Istruzione, Giuseppe Fioroni, ha deciso di non dare attuazione al decreto del precedente governo che prevedeva l'avvio anticipato, in via sperimentale, della riforma del secondo ciclo, congelando anche ogni effetto del decreto sulla confluenza dei percorsi e dei titoli dei nuovi licei. Una decisione dettata dalla necessità di non favorire un clima di instabilità e di incertezza per studenti, docenti e famiglie e dall'inopportunità, visto anche i contenziosi aperti con le Regioni, "di proseguire nell'attuazione di progetti che non si rivelerebbero efficaci sotto l'aspetto didattico metodologico e produttivi per quel che concerne gli aspetti innovativi della riforma degli ordinamenti".
I progetti pervenuti dai 1.750 istituti superiori di tutta Italia, infatti, sono stati appena 54 (il 3%) e contengono, per la maggior parte, a giudizio del nuovo esecutivo, limitate innovazioni degli attuali ordinamenti, risolvendosi, per lo più, in modifiche delle qualificazioni giuridiche degli impianti ordinamentali esistenti. Inoltre l'imminenza dell'apertura del nuovo anno scolastico offre margini temporali troppo ristretti per poter assicurare un esauriente coinvolgimento delle famiglie, una corretta impostazione delle previste attività di sostegno all'innovazione e di consulenza e monitoraggio degli interventi da parte del Ministero, una preventiva e idonea informazione e formazione del personale scolastico coinvolto. I progetti sarebbero infine realizzati in una situazione di forte incertezza per la parte relativa alla definizione dei titoli di studio da rilasciare agli studenti al termine dei percorsi frequentati.
Peraltro l'arricchimento dell'offerta formativa previsto dai progetti finora presentati può essere tranquillamente realizzata, per il ministro Fioroni, nell'ambito dell'autonomia scolastica. E proprio a questo proposito, lo stesso ministro, con un
decreto
del 13 giugno scorso ha deciso comunque aumentare al 20% la quota oraria di autonomia a disposizione delle scuole superiori, prima legata alla riforma dei licei. "L'autonomia - ha dichiarato il ministro - è la vera risorsa della nostra comunità scolastica, quella sulla quale costruire il futuro della nostra scuola in un progetto condiviso". Il suo ampliamento "consentirà per il prossimo anno di individuare percorsi di studio funzionali alle esigenze dei ragazzi e di raccogliere le opportunità comunque espresse nei diversi territori. In questo modo sono garantiti il carattere unitario del sistema formativo nazionale e la valorizzazione del pluralismo culturale".
Il decreto che sospende la sperimentazione e quello sulla confluenza dei percorsi
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