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 Piano Nazionale di Sperimentazione

Un primo commento dei dati del monitoraggio sul
Piano nazionale di sperimentazione


Da un primo sguardo d'insieme ai dati relativi al monitoraggio nazionale della sperimentazione nella scuola dell'infanzia ed elementare riferiti alla Regione Marche, possiamo dedurre che il modello nazionale, sia dal punto di vista organizzativo che didattico, risulta recepito nella quasi totalità degli istituti scolastici sperimentatori.
Anche gli Enti locali, con alcune eccezioni, hanno manifestato una buona sensibilità nel recepire gli aspetti innovativi della Riforma in particolare quello dell'anticipo scolastico.
Per quanto attiene la verifica degli esiti, dobbiamo segnalare che esiste la necessità di una valutazione che non sia autoreferenziale e per questo motivo l'Osservatorio Regionale ha predisposto un progetto di monitoraggio delle dieci scuole sperimentatrici, commissionato all'IRRE, i cui risultati verranno resi noti nel mese di settembre 2003.
Interessante e positivo per le scuole dell'infanzia il rilievo assegnato alle attività espressive e a quelle motorie che assumono un ruolo didattico considerevole; incoraggianti anche i dati che mostrano come le tecnologie informatiche e telematiche siano presenti sia nella scuola dell'infanzia che nella prima classe elementare, anche se risultano sotto utilizzate per l'aggiornamento degli operatori scolastici.
Non si riscontrano importanti variazioni nella flessibilità organizzativa tra prima e dopo l'attuazione della sperimentazione: pochi sono i casi in cui sono stati modificati spazi e/o orari per l'attuazione della proposta sperimentale, tenendo presente però che i servizi offerti sono sensibilmente aumentati in quantità e qualità.
Nella scuola dell'infanzia l'orario si posiziona sulle 1600 ore annue.
Nell'attuazione delle attività connesse alla sperimentazione, le insegnanti non hanno segnalato alcun problema rilevante.
Nella scuola elementare l'introduzione del team è stato praticamente un dato costante comune a tutte le scuole sperimentali come la figura del tutor e del responsabile dei laboratori.
Molto sentita l'esigenza dell'introduzione del portfolio delle competenze individuali.
Dal confronto comparato dei macro-dati raccolti su base nazionale con quelli relativi alla realtà marchigiana non si notano sostanziali differenze, là dove esistono dovrebbero essere analizzate con metodi statistici idonei a disaggregare i risultati per confrontarne proporzionalmente gli scostamenti di percentuale tra i singoli item.


Anna Maria Foresi
(IRRE Marche, componente dell'Osservatorio Regionale)

 
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