top
 
L'organizzazione degli Uffici
della Direzione Generale
La mappa degli uffici
L'Ufficio per il supporto dell'autonomia scolastica
Il Coordinamento Educazione Fisica
L'Ufficio Relazioni con il Pubblico
 

Amministrazione Trasparente

 
Le Scuole
della regione
 

 
Il calendario scolastico
del 2022-23
spacer
 
spacer

fascia
 
Sportello scuola non statale sportello scuola non statale spacer
spacer
 
spacer

fascia
 
Sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 siti di interesse spacer
spacer
 
spacer

fascia
 
siti di interesse spacer
spacer
 
spacer

spacer
 

SCUOLA IN OSPEDALE ISTRUZIONE DOMICILIARE

spacer
 

spacer
 

EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ
EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ

spacer
 

fascia
spacer

fascia
 
Convegni e seminari convegni e seminari spacer
spacer
 
spacer

spacer
 

Percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento
Alternanza Scuola Lavoro

spacer
 

spacer
 

La buona scuola nelle Marche

spacer
 


fascia
 
Siti di interesse siti di interesse spacer
spacer
 
spacer

Comunicati Stampa

Replica all’articolo “Rebus classi al Convitto: bambini esclusi” pubblicato nell’edizione di Macerata de “Il Resto del Carlino” del 10 marzo 2021 (pag. 7)

(Ancona, 11 marzo 2021) Il numero di educatori assegnabile al convitto di Macerata non consente un incremento di iscritti tale da autorizzare la previsione di una ulteriore sezione per la scuola primaria annessa. È la risposta dell’Ufficio scolastico regionale all’ennesima polemica sorta attorno alla questione della definizione delle classi istituibili nella scuola annessa al Convitto nazionale di Macerata

Bisogna ricordare innanzitutto che, come istituzione, i convitti nazionali, curati da educatori e non da docenti, sono simili a collegi, storicamente nati per permettere la frequenza alla scuola anche ad allievi di famiglie disagiate provenienti da piccole località prive di istituti scolastici superiori, offrendo un servizio residenziale o un semiconvitto maschile e femminile. Gli iscritti ai convitti nazionali possono frequentare, laddove istituite, le relative scuole annesse a essi riservate.

L’organico degli educatori assegnabile ai convitti non è pertanto incrementabile in ragione della popolazione in obbligo scolastico e delle relative domande di iscrizione al servizio scolastico, mentre il numero di iscrizioni ai convitti non può eccedere la disponibilità di organico ad essi assegnabile. Conseguentemente il numero dei frequentanti le scuole annesse ai convitti non può eccedere il numeri di studenti iscrivibili agli stessi, fermo restando che il dovere di iscrizione alle scuole per l’assolvimento dell’obbligo scolastico non comporta, come noto, l’obbligo di frequentare un convitto.

Nel caso di Macerata il Convitto nazionale è occupato prevalentemente dagli alunni provenienti dalla città in età della scuola primaria e della scuola secondaria di I grado le cui famiglie desiderano fruire di un tempo scuola più ampio rispetto al tempo normale, oltre che di un servizio scolastico di qualità, come ovviamente lo deve essere da parte di tutte le scuole.

L’esigenza di un maggior tempo scuola da parte delle famiglie è soddisfatta da un offerta formativa a tempo pieno resa dagli istituti facenti parte del sistema pubblico nazionale di istruzione. La scuola primaria annessa la Convitto nazionale di Macerata non è volta a rispondere a tale esigenza perché non può offrire il tempo pieno ma esclusivamente il tempo scuola normale.

Per rispondere all’esigenza di un maggior tempo scuola da parte delle famiglie nel territorio del Comune di Macerata è presente un’offerta formativa a tempo pieno da parte degli Istituti Comprensivi “Mestica”, “Dante Alighieri” e “Fermi”, ai quali possono rivolgersi, con libera scelta, le medesime famiglie che desiderano avvalersi di una scuola a tempo pieno, fermo restando che tutte le scuole debbono rendere un servizio di qualità.

L’Ufficio scolastico regionale ha peraltro manifestato da tempo l’opportunità che al Convitto nazionale di Macerata sia annessa una scuola superiore della città che ha un bacino d’utenza provinciale, così da consentire a tutti i giovani della provincia del territorio di poter fruire dell’offerta formativa desiderata, ma della quale non possono avvalersi per le condizioni disagiate della famiglia o per la distanza della propria residenza.

Appare infatti incongruo che tali giovani siano privati del diritto allo studio per destinare il Convitto Nazionale a una funzione impropria rendendo altresì sottodimensionata e, quindi, senza dirigente scolastico e dirigente amministrativo, la scuola superiore con bacino d’utenza provinciale, non potendo la medesima accogliere tutti i potenziali studenti, anche se meritevoli, solo perché di famiglie disagiate o residenti ai margini della provincia.

 
Archivio Comunicati
































Anno 2007


Anno 2006


Anno 2005


Anno 2004


Anno 2003


Anno 2002


 




Istruzione.it
© 2000-2010 Ministero della Pubblica Istruzione - privacy